mercoledì 8 novembre 2017

latino - i modi del verbo

latino - i modi del verbo

MODI FINITI

 INDICATIVO

E' il modo dell'obbiettività della costatazione che un fatto è o non è che una condizione o un modo di essere esiste oppure non esiste 

legis   = tu leggi
legeris = tu vieni a letto
laudamos = noi lodiamo

CONGIUNTIVO

E' il modo  della soggettività  presenta un processo verbale come desiderato ipotizzato condizionato eventuale

legas =  che tu legga tu leggeresti  tu potresti leggere
laudemus =  che noi lodiamo noi loderemo  noi potremmo lodare
legaris = che  noi siamo lodati noi potremmo essere lodati

IMPERATIVO

Esprime un ordine un comando di compiere l'azione  è per il verbo ciò che il vocativo è per il nome  tanto è vero che è rappresentato nella 2° persona singola  dal puro tema verbale (per i verbi di forma attiva)
 ama  = ama
audi = ascolta

Visto che l'imperativo esprime il comando  di compiere l'azione è evidente che non sarà usato  nella forma passiva.
Lo è invece in quella media da hortor = hortare esorta;  hortamini esortate

CONDIZIONALE

Al latino era ignoto  questo modo verbale. L'azione condizionata dal versificarsi di una certa ipotesi  era espressa con i 4 tempi del congiuntivo  distinguendo non solo il tempo  di essa ma anche la possibilità o impossibilità che essa si verificasse o si fosse verificata.
Si dicas hoc erres  se tu dici ciò sbaglieresti ( e non so se lo dirai )
si diceres hoc, errares  se tu dicessi ciò sbaglieresti ( ma so che non lo dirai )

MODI INFINITI

Si tratta  a rigore di parti nominali de verbo

sostantivi verbali           infinito
                                      gerundio
                                      supino

aggettivi verbali            participio
                                      gerundivo

Si chiamano parti nominali del verbo perché  vengono usati in funzione mista di nomi e di verbo.
E' un sostantivo verbale di genere neutro usato in funzione dei nome e di verbo come nome indica il processo verbale in sé l'azione astrattamente intesa

legere  dulce est         il leggere è cosa dolce

Come verbo esprime l'azione in alcune proposizioni subordinate  in tal caso i suoi tre tempi presente perfetto e futuro indicano la contemporaneità l'anteriorità e la posteriorità  della subordinata rispetto alla sovraordinata.
Poiché i tempi dell'infinito  non hanno un corrispondente italiano unico ma devono tradursi a seconda del contesto

scio te legere/te legi  so che leggi / sei letto
scibam  te legere / te legi  sapevo che leggevi / che venivi letto

Per lo stesso principio  l'infinito perfetto indicante anteriorità  si rende in italiano  con un passasto  o con un trapassato

scio te legisse /te lectum ess so che ha letto / che sei stato letto

sciebam te legisse / te lectum  sapevo che avevi letto / che eri stato letto

L'infinito futuro infine indicante la posteriorità  diviene in italiano  un futuro semplice o un condizionale passato

scio te lecturum esse / te lectum iri  so che leggerai / che sarai letto

sciebam te lecturum ess / te lectum iri  sapevo che avresti letto / che saresti stato letto

GERUNDIO

 Rappresenta la declinazione dell'infinito  in funzione nominale e come tale ricorrente non solo in funzione di soggetto/oggetto  ma anche di complemento indiretto

cupiditas legendi       desiderio di leggere

dat utilis legendo       utile a leggere

acc aptus ad legendum   adatto a leggere

abl in legendo         nel leggere

nei casi diretti si usa l'infinito  (è inteso infatti come sost. neutro )

legere pulchrum est         leggere è bello

cupio legere               desidero leggere

SUPINO

E' un sostantivo verbale che si è irrigidito  in due soli casi  acc. in um e dat in u entrambi con valore finale rispettivamente attivo e passivo

venio visum            vengo a vedere (supino attivo )

dulce visu               dolce a vedersi (supino passivo )

PARTICIPIO

Aggettivo  che esprime un processo verbale anteriore (part. perfetto)  contemporaneo (part. presente)  o posteriore ( part futuro)  a quello della sovraordinata. Essendo aggettivo  è sempre concordato in genere numero e caso con il suo soggetto ( che a sua volta può essere soggetto o complemento della sovraordinata)

laudo pueros legentes    lodo i fanciulli che leggono

laudavi pueros legentes   lodai i fanciuli che leggevano 

laudo puero lecuros     lodo i fanciulli che leggeranno

laudavi pueros lecturos   lodai i fanciulli che avrebbero letto

laudo poemata lecta                 lodo le poesie che sono state lette

laudavi poemata lecta              lodai le poesie che erano state lette

Dagli esempi presentati appare chiaro che il participio presente e quello futuro hanno diatesi attiva  mentre quello perfetto ha diatesi passiva ( a meno che non si tratti di verbi medi  il cui participio perfetto ha ovviamente significato attivo)

PERIFRASTICA ATTIVA

Il participio futuro compare spesso in perifrasi costituita da una voce del verbo esse "essere"  tale costrutto  esprime in genere futuro imminente l'intenzione la disposizione d'animo a compiere una certa azione.
In italiano  si rende con varie perifrasi  il tempo delle quali si desume dal tempo de verbo esse

lecturus sum  sto per leggere
lecturi eramus   stavamo per leggere

GERUNDIVO

E' un aggettivo verbale esprimente concetto di necessità 

libri legendi  libri da leggersi

PERIFRASTICA PASSIVA

Il gerundivo  unito con il verbo esse costituisce una perifrasi che esprime necessità il bisogno il dovre che il soggetto subisca una certa azione la perifrasi può essere  resa in italiano  in vari modi.
Il tempo del processo verbale  si desume da quello del verbo esse

veritas amanda est  la verità è da amarsi

trattandosi di un processo passivo può nascere la necessità di esprimere anche l'agente  in tal caso il latino si serve del dativo  d'agente

nobis veritas amanda est        la verità è da amarsi da noi

La perifrastica passiva si trova anche con verbi intransitivi in tal caso non essendoci un soggetto che debba subire l'azione la costruzione sarà impersonale e quindi neutro singolare

currendum est   si deve correre

l'agente se c'è è sempre  al dativo

nobis currendum era  noi dovevamo correre

Qualora il verbo richieda il suo compl al dativo la perifrastica passiva richiede l'agente  con a/ab e l'ablativo per evitare equivoci

a me invidendum est tibi  io devo invidiarti

tibi è complemento di  invideo  invidio 

Molto spesso il gerundivo viene usato senza riferimento all'idea della necessità ma semplicemente  in sostituzione del gerundio  ciò avviene quando il gerundivo sia seguito da un suo compl oggetto

cupiditas legendi libros          desiderio di leggere i libri

In tal caso l'oggetto viene attirato nel caso del gerundio ma il gerundio diviene gerundivo  cioè da sostantivo diviene aggettivo per potersi accordare con il compl oggetto da esso dipendente  in italiano  si traduce  sempre usando  l'infinito

in legibus scribendis nello scrivere le leggi

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